Prestiti Inpdap
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Prestiti Inpdap
Il prestito INPDAP è quella tipologia di finanziamento che permette ai lavoratori pubblici e pensionati iscritti al fondo dell’Inpdap che hanno già versato almeno 4 anni di contributi di ottenere una liquidità pressoché immediata per fare fronte alle spese quotidiane o alle improvvise urgenze. Tutti coloro i quali siano iscritti al fondo previdenziale Inpdap, anche se non dipendenti o ex lavoratori pubblici, possono richiedere ed attivare un prestito Inpdap.
La domanda del prestito Inpdap, indifferentemente dall’entità della somma che occorre, i richiedenti potranno presentarla direttamente all’ufficio territoriale o provinciale Inpdap di competenza compilando gli appositi moduli rilasciati dall’Ente stesso ed i lavoratori dipendenti ancora attivi dovranno rivolgersi alla propria amministrazione.
La documentazione minima da allegare alla domanda è costituita dall’ultima busta paga o cedolino della pensione, carta di identità e codice fiscale poichè provvederà direttamente l’Inpdap stesso alla redazione della quota cedibile ovvero il documento attestante la cifra massima che potrà essere trattenuta per il rimborso mensile.
E’ possibile, sia per i pensionati che per i lavoratori fare domanda di un prestito Inpdap anche presso le società creditizie del territorio nazionale oppure attraverso i siti online delle società finanziarie operanti sul web.
Nel caso vi sia mediazione, il prestito INPDAP viene detto garantito poiché l’Ente garantirà per il beneficiario del prestito.
Esistono diversi prodotti di credito accessibili agli iscritti al fondo.
Si parla di piccoli prestiti INPDAP quando l’entità della cifra richiesta non supera gli 8.000 euro totali e la tempistica di rimborso non supera i 3 anni (36 rate).
Per quel che riguarda il piccolo prestito annuale, quello cioè rimborsato in 12 rate nell’arco di 12 mesi, il richiedente, pensionato o lavoratore attivo, potrà beneficiare di una somma pari ad una mensilità netta di stipendio o pensione nel caso abbia già attive trattenute per altri finanziamenti sulla busta paga o sul cedolino pensionistico oppure pari a due mensilità se non possiede altri prestiti in corso di rimborso.
Tutti coloro che faranno richiesta di un piccolo prestito INPDAP biennale, 24 rate in 2 anni, saranno finanziati per un importo pari a quattro mensilità nette, riducibili a due mensilità in caso di altri finanziamenti in corso di rimborso tramite cessione del quinto.
Il piccolo prestito INPDAP triennale, invece, è quel prestito rimborsabile in 36 rate in 3 anni che permette al richiedente di ottenere una liquidità di tre mensilità, raddoppiabili fino a sei mensilità in caso non sia già attiva una cessione del quinto dello stipendio o della pensione.
Oltre ai piccoli prestiti INPDAP, esistono anche i prestiti pluriennali INPDAP, quelli cioè rimborsabili in 60 rate in 5 anni o 120 rate in 10 anni.
Al contrario dei piccoli prestiti, i prestiti quinquennali ed i prestiti decennali sono prestiti finalizzati, cioè nella domanda il richiedente deve specificare la motivazione della richiesta allegando preventivi e fatture delle spese da sostenere e delle spese già sostenute a riguardo.
I prestiti quinquennali più comuni sono quelli richiesti per la ristrutturazione di casa, per l’acquisto dell’auto, per i preparativi del matrimonio, per la nascita, l’affidamento o l’adozione di un figlio, per le cure odontoiatriche o ancora per le spese relative a corsi post-laurea.
Per prestiti decennali, invece, si intendono quei finanziamenti richiesti per l’acquisto di casa o l’estinzione del mutuo oppure per spese mediche per malattie gravi.
Quasi tutte le tipologie di prestiti elencati fino ad ora sono fruibili dal richiedente o dal coniuge o figlio dell’iscritto al fondo INPDAP.
In qualsiasi tipo di prestito enunciato fino a questo momento, la liquidazione viene effettuata in una unica rata con assegno al beneficiario consegnato o spedito al domicilio o con bonifico bancario disposto sul conto corrente intestato al richiedente nell’arco di 15-20 giorni lavorativi dalla richiesta, tempi variabili anche rispetto alle domande da evadere.
In tutte le casistiche, inoltre, il prestito INPDAP sarà rimborsato con l’attivazione di una trattenuta sulla busta paga o cedolino della pensione chiamata cessione del quinto.
La cessione del quinto prevede il rimborso del prestito con ammortamento a rata e tasso fisso, rata che non supera mai 1/5 della mensilità media netta. Il tasso si aggira sul 4,5%.
La prima rata del prestito sarà detratta dalla busta paga o cedolino della pensione dalla seconda mensilità successiva alla liquidazione.
Ogni rata di rimborso è complessiva di quota capitale, quota di interessi ed assicurazione rischio vita e rischio impiego. L’assicurazione integrata nella rata è a copertura della possibile perdita dell’impiego o della vita del beneficiario del richiedente per non fare gravare sulla famiglia il debito restante.
In caso di mediazione creditizia, è possibile che venga richiesta una spesa di istruttoria dovuta alla firma del contratto o dilazionata nelle rate mensili da rimborsare. Nel caso in cui ci si rivolga, però, ad una società di mediazione creditizia online, le spese di istruttoria saranno molto basse ed addirittura, a volte, pari a zero.
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